Risultati clinici


foto: l'ecocolordoppler alle carotidi


La frequenza dei fattori di rischio modificabili per ictus è risultata mediamente non troppo preoccupante nella popolazione esaminata (in grande maggioranza uomini, di età adulta o pre-senile, di alto livello culturale). Scarsa è risultata la frequenza di precedenti episodi di ischemia cerebrale (5%), un po' più alta invece quella di una pregressa cardiopatia ischemica (11%). 

I dati negativi più salienti riguardano soprattutto l’elevata frequenza di valori di pressione arteriosa superiori alla norma, riscontrati in circa il 30% dei partecipanti. Molti, poi, pur sapendo di essere ipertesi e sotto trattamento farmacologico, presentano comunque valori elevati (superiori a 150/90 mm Hg): segno di una terapia non adeguata. In pochi casi, però, sono presenti valori davvero preoccupanti (cioè superiori a 180/110 mm Hg).

Anche l'ipercolesterolemia appare una condizione piuttosto diffusa: il 42% degli esaminati ha il colesterolo alto. Pur tenendo conto che la valutazione mediante “stick” non è particolarmente precisa, c'è scarsa consapevolezza del ruolo che questo fattore di rischio gioca nell'insorgenza di malattie vascolari. È infatti insoddisfacente il riscorso a trattamenti specifici o alle modifiche del proprio stile di vita, che sono gli strumenti utili per abbassarlo.

Elevata la quota di fumatori (18%), più alta rispetto ad altre indagini su campioni di popolazione paragonabili per età, genere e livello di scolarità.

Il 10% risulta francamente obeso (indice di massa corporea superiore a 30), mentre un più modesto sovrappeso riguarda oltre la metà degli esaminati. Questo dato, letto insieme a quello sull’ipercolesterolemia, è indice di poca attività fisica e abitudini alimentari spesso non corrette.

Confortante la scarsa frequenza di fibrillazione atriale, evidenziata solo in 3 persone (2 delle quali già a conoscenza del fatto e in terapia anti-coagulante; il terzo è stato invece indirizzato a un approfondimento diagnostico cardiologico urgente).

Infine, la valutazione morfologica e funzionale delle arterie carotidi interne al collo, mediante esame ecocolordoppler, ha dato risultati incoraggianti: alterazioni aterosclerotiche di grado lieve-medio sono state evidenziate in 2 persone su 10, mentre un'aterosclerosi più grave solo nell’8% degli esaminati. In nessun caso è stata evidenziata una stenosi carotidea superiore al 50%, indice di alto rischio di malattia cerebrovascolare ischemica.

Per i dettagli, scarica il report tecnico (pdf 937 kb) e la relazione finale (pdf 92 kb), a cura di Carlo Gandolfo (neurologo, Università di Genova).



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